Crescita personale & Life Coaching

Impact Hub: gli Hubbers e l’Italia che (ancora) non conoscevo

Sabato 6 Febbraio ho partecipato al lancio ufficiale della membership dell’Impact Hub di Torino. Vedere i visi sorridenti di Laura, Edoardo, Marilù, Davide e gli altri mi ha fatto tornare in mente l’#AuthenticallyYouTour conclusosi a Dicembre. In molti mi hanno chiesto da dove fosse nata l’idea e, a ripensarci, tutto è cominciato esattamente un anno fa. Un anno fa, il 9 Febbraio 2015, ero in Australia. Quest’esperienza mi ha permesso di confrontarmi e di realizzare quante differenze, ma anche quante similitudini, ci sono fra noi e gli australiani.

Le differenze sono una società giovane, dinamica, open mind, in cui la burocrazia è snella e il lavoro si trova facilmente. Le similitudini sono che viviamo tutti le stesse fragilità, i momenti di insicurezza, i dubbi e la paura di non farcela.

Grazie alla mia formazione e ai miei interessi, ho realizzato subito che in Italia abbiamo un “eco” completamente diverso da quello dell’Australia (con “eco” intendo il campo di informazioni in cui siamo immersi e che viviamo, consapevolmente o meno).

“Dobbiamo fare qualcosa”, scrivevo a 15600 km di distanza ad un amico hubber di Roma, “i giovani devono sapere che assorbono condizionamenti negativi dalla società. Quante volte abbiamo sperimentato la frustrazione di non poter dire la nostra per..(per non aver riempito il nostro CV, per non aver fatto abbastanza stage, per non avere l’età giusta, per non essere nessuno in quel campo, per tanti altri motivi)”, “lo so” mi rispondeva “è una frustrazione che ho sperimentato in prima persona”.

La lampadina si era accesa, ma io l’ho dimenticata fino all’estate scorsa, quando ho iniziato a seguire come Life Coach alcuni giovani e mi sono trovata davanti lo stesso scenario. Persone che non si sentivano all’altezza di realizzare i propri sogni perchè “non avevano il master per..”, oppure “esperienze decennali in..” oppure “legittimazioni a fare quello da..”. Queste limitazioni mi facevano vedere rosso.

Voi cosa avreste fatto? Io ho deciso di buttare giù la traccia di un seminario e di andare a conoscere i coworkers!

Da dove si partiva? Da un pubblico eterogeneo, in cui le parole chiavi fossero “contaminazione” e “social business”. Ho pensato quindi al network ImpactHub e alle sedi che mi davano la disponibilità a fare un incontro. Da un incontro, inspettatamente, è diventato un tour: 7 tappe da Torino a Milano, passando per Trento, Reggio Emilia, FirenzeBari e finire nella splendida cornice di Ortigia a Siracusa.

Proprio da Torino ho cominciato a conoscere ragazzi appassionati, di talento, curiosi. Il dibattito è andato avanti per oltre un’ora. Tappa dopo tappa, ho conosciuto un posto, l’Impact Hub, dove le persone si incontrano, interagiscono, si contaminano, si scambiano suggerimenti, idee e soluzioni. Ho visto i loro spazi, ho parlato con i founder e ho intravisto nei loro occhi la luce di chi fa le cose con passione perchè ci crede. Crede in un paese migliore, ci sta mettendo del suo per realizzarlo e sta facendo la differenza. Ho visto l’Italia di cui non si sente parlare, i giovani di cui non ci raccontano, ma che a me hanno raccontato tante storie straordinarie, troppe, che qui non ci starebbero ma che mi piacerebbe presentarti una ad una. Ho ascoltato punti di vista, modi di pensare, comportamenti diversi da nord a sud accomunati dalla passione di fare qualcosa di importante che porta a svegliarti di buon’umore la mattina. Di loro conservo il modo amichevole in cui mi hanno accolta, l’atmosfera di casa, i sorrisi e le risate. Gli Impact Hub non hanno solo la funzione di supportare start-up, coworkers e nuove forme di impresa, ma hanno soprattutto, secondo me, il merito di essere dei punti di aggregazione. Negli Impact Hub ho trovato un’atmosfera bella, amichevole (tutti hanno una cucina e alcuni anche dei giardini come spazio comune), stimolante, allegra, di scambio e di supporto. Il punto è proprio questo:

il valore aggiunto in una società che non è ancora in grado di puntare sui giovani, è proprio il supporto reciproco.

In un contesto in cui sentiamo parlare spesso di crisi, di opportunità che mancano e di giovani in fuga dall’Italia, il supporto fra di noi è fondamentale. Cambiare le cose è possibile ma solo quando il cambiamento parte da noi stessi, che scegliamo di rifiutare consapevolmente i condizionamenti esterni ed aprirci all’altro invece di guardarlo come un concorrente o come qualcuno che non c’entra nulla con noi. La diversità arricchisce, sempre.

In Sicilia, alla domanda “chi siete nel vostro Impact Hub?” Mirko mi riponde:

“siamo professionisti, imprenditori e sognatori”.

E noi giovani, quando abbiamo smesso di sognare in Italia?

Ciao!

Home Page. Foto di Ludovica Arcero.

Mi chiamo Veronica e sono una Nutrizionista e Life Coach. Inguaribile curiosa, dopo l'università ho girato in lungo e in largo per seguire corsi di aggiornamento ma solo da poco ho deciso di dare vita ad un mio blog, perché credo che condividere le proprie conoscenze sia un modo per crescere insieme. Se pensi che quello che scrivo sia utile inoltra questo articolo alle persone che ti stanno a cuore! Puoi ricevere consigli extra iscrivendoti alla Newsletter mensile e sbirciare quello che faccio nella mia quotidianità su Facebook e Instagram!

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