Dott.ssa Veronica Pacella
Benessere & Nutrizione

Ho un’intolleranza alimentare?

Questa è senza dubbio una delle domande più frequenti che mi viene chiesta nel mio lavoro. Vediamo cos’è un’intolleranza, quando potrebbe comparire e come fare per capirlo. 

Le intolleranze alimentari oggi sono diventate un argomento molto comune.

Da un lato è positivo, perché è aumentata la sensibilità e la consapevolezza intorno al cibo con conseguenze sia nella ristorazione che nella grande distribuzione (hai notato che ormai tutte le catene di supermercati hanno l’angolo del biologico?).

Dall’altro lato queste hanno però aumentato però la confusione e l’ipocondria attorno a una tematica tutt’ora dibattuta e controversa nell’ambito scientifico, soprattutto riguardo al metodo per diagnosticarle con certezza.
Ci sono metodi diversi per risalire alle possibili intolleranze alimentari e alcuni promettono di analizzare fino a cento tipi di alimenti diversi. Ma è davvero possibile essere intolleranti a così tanti alimenti?

Cos’è un’intolleranza alimentare

Un’intolleranza alimentare è un fenomeno di auto-intossicazione dell’organismo.

Succede che quando introduciamo tutti i giorni un cibo, l’organismo comincia ad accumularlo. Quando l’accumulo diventa maggiore rispetto alla capacità di digestione, l’organismo va in tilt e produce delle molecole infiammatorie. Se questo processo si prolunga nel tempo viene superato il cosiddetto “valore di soglia”. Cioè quanto l’organismo riesce a tollerare un cibo o una sostanza introdotta ripetutamente. Superato il valore di soglia, compare l’intolleranza alimentare con sintomi che possono essere sia intestinali sia extra intestinali.

Questo processo è graduale nel tempo ed è per questo che alcuni autori definiscono l’intolleranza come un fenomeno di allergia ritardata. Perché – a differenza dell’allergia che compare immediatamente al minimo contatto con la sostanza allergizzante – l’intolleranza ha un processo lento e graduale.

Quando si sviluppa un’intolleranza alimentare

L’intolleranza alimentare non arriva mai a caso, ma subentra quando trova una situazione a lei favorevole.

Questo vuol dire che il sistema digerente, ad un qualche livello, non sta funzionando bene. Il sistema digerente è uno degli apparati più grandi e complessi dell’organismo, perché vede protagonisti una serie di organi con funzioni e azioni diverse: esofago, stomaco, pancreas, milza, fegato, cistifellea, intestino tenue, colon.

Le situazioni più frequenti in cui vedo svilupparsi un’intolleranza alimentare è quando il paziente soffre di problemi digestivi come gastrite, colite o stitichezza.

Quando è il tratto dello stomaco a funzionare meno, la digestione è lenta e fastidiosa, con la comparsa di bruciore o reflusso o pesantezza. Quando è invece l’intestino ad essere interessato, assisto ad un’alterazione della flora batterica intestinale, cioè dei batteri che sono naturalmente presenti nel tratto digerente. In questa situazione la flora “cattiva” prende il sopravvento su quella “buona”, causando meteorismo e malassorbimento intestinale.

È in questi casi che l’intolleranza si manifesta, perché il sistema digerente è debole e vulnerabile.

La risposta

Alla domanda se potresti avere un’intolleranza alimentare o meno, ti faccio un’altra domanda per guidarti ad avere una visione più ampia di questo fenomeno:

• come ti senti dopo un pasto?
• com’è la tua digestione?
• avverti gonfiore dopo il pasto?

Questi infatti sono i presupposti che permettono alle intolleranze alimentari la possibilità di svilupparsi, dando il via a una serie di sintomi intestinali ed extra-intestinali di cui parlerò nel blog per guidarti a fare chiarezza in questo tema così complesso.

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Se vuoi approfondire, intanto, ho scritto qui quali sono i tipi di intolleranze.

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