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Dott.ssa Veronica Pacella
alimentazione equilibrio ormonale
Benessere & Nutrizione

Tre alimenti da evitare (e come sostituirli in modo sano) per il benessere ormonale femminile

Una sana alimentazione è fondamentale per l’equilibrio ormonale femminile.

Le problematiche legate all’alterazione dell’equilibrio ormonale femminile stanno aumentando sempre di più. Di fronte a questa situazione, la maggior parte delle volte viene consigliato l’uso di ormoni sintetici, tralasciando però l’importante ruolo che riveste un’alimentazione mirata sul ciclo ormonale femminile.

In questo articolo ti consiglio tre cibi da evitare per favorire un buon equilibrio ormonale e il benessere femminile.

Come l’alimentazione influisce sul tuo ciclo ormonale

Un fattore spesso trascurato nell’alimentazione è quello di dare indicazioni specifiche durante il ciclo ormonale femminile. Eppure, gli ormoni influiscono sul cibo e, allo stesso tempo, il cibo influisce sul tuo equilibrio ormonale. Questa relazione reciproca è dovuta a diversi motivi.

Prima di tutto all’alternarsi, durante i 28 giorni, della fase estrogenica e della fase progestinica. Gli estrogeni hanno un’azione di stimolo sul metabolismo e sul corpo e durante la fase estrogenica è facile sentirti più attiva. Il progesterone, al contrario, ha un effetto di rallentamento sul metabolismo e favorisce la ritenzione dei liquidi, con il risultato che in questa fase potresti sentirti molto più gonfia e appesantita.

Durante i 28 giorni, il cibo può assecondare la fase ormonale oppure creare un’interferenza, a seconda del tipo di nutrienti in esso contenuto e in quale fase viene utilizzato.

Tre cibi da evitare nell’alimentazione per il ciclo ormonale femminile

Cominciamo quindi dal vedere i principali cibi che non contribuiscono a un corretto equilibrio ormonale femminile e sono:

1) Gli zuccheri raffinati e le farine bianche

Con la definizione di “zuccheri raffinati” intendo tutti gli zuccheri artificiali come: lo zucchero bianco, lo zucchero di canna, il fruttosio, la saccarina e l’aspartame. Per “farine bianche” intendo tutte le farine che nei processi di lavorazione abbiano perso la crusca e le gemme, sbiancate con delle sostanze consentite per legge. Il loro effetto nell’organismo è quello di:

– favorire le alterazioni glicemiche. Gli zuccheri raffinati e le farine bianche hanno l’effetto di “spremere” il pancreas affinché produca più insulina. Ne consegue una grande oscillazione glicemica in cui si passa da momenti di iperglicemia a momenti di ipoglicemia subito dopo. Questa instabilità glicemica predispone all’aumento di peso, all’alterazione dell’equilibrio ormonale e a molti altri effetti che nel tempo si traducono in disturbi metabolici.

– sottrarre all’organismo preziose vitamine e sali minerali. Fra le vitamine, quelle del gruppo B sono richieste in maggiori quantità per smaltire gli zuccheri raffinati e vengono quindi sottratte ad altre importante funzioni fra cui la concentrazione, l’energia fisica e i processi di depurazione.

– non apportare nessun nutriente positivo all’organismo.

Suggerimento: sostituisci zuccheri raffinati con miele da produttori locali o sciroppo d’agave e, più in generale, riduci il consumo dello zucchero nelle bevande o nel the per abituarti a gustare il sapore naturale dei cibi che mangi.

2) Gli acidi grassi industriali

Indicati con il nominativo di “grassi” o “oli idrogenati” inclusi quelli dal nome apparentemente innocuo di “grassi vegetali” che in realtà nascondono olio di palma o di colza.

Hanno una forma biochimica che non è presente in natura e sono modificati industrialmente per aumentare la conservatività del prodotto e si conserva perché il microorganismo non è in grado di degradare l’alimento.

Sono presenti in tutti i prodotti confezionati sia nei prodotti dolci che salati e influiscono negativamente sull’equilibrio ormonale. Gli ormoni infatti sono prodotti a partire da acidi grassi ed è fondamentale che il substrato da cui questi ormoni si formano siano una fonte buona di acidi grassi.

Suggerimento: evita i prodotti confezioni e utilizza olio extravergine da cotto e da crudo, olio di semi di lino da crudo e altri fonti di acidi grassi essenziali come i semi di Chia.

3) Latte e derivati

Sempre più studi oggi dimostrano che il latte di mucca ha diversi aspetti negativi per la salute. A parte l’intolleranza al lattosio, molto diffusa, c’è il problema delle caseine del latte che essendo proteine molto grandi sono anche difficilmente digeribili. Inoltre, negli allevamenti intensivi è possibile trovare nel latte tracce di ormoni e di antibiotici, proprio perché le mucche vengono sfruttate al massimo per produrre latte e spesso hanno mastiti e infezioni dovuti ai macchinari utilizzati.

Un luogo comune da sfatare è quello che il latte da calcio. Al contrario, il latte sottrae calcio e sali minerali perché e un alimento acidificante e difficilmente digeribile per l’organismo. Non dimentichiamo infatti che il latte in natura è destinato al vitello e non di certo all’uomo.

Suggerimento: sostituisci il latte con delle fonti di latte vegetale. Se vuoi, puoi fare tu del latte di mandorla, di nocciole o di riso in casa, basta avere un frullatore!

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Immagine: Marzia Allietta

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