“Non riesco più a controllare il mio corpo”. È una frase che ascolto molto spesso in studio e rappresenta un senso di disagio e disorientamento con il proprio corpo.
A volte arriva dopo un cambiamento ormonale, a volte dopo delle patologie, a volte dopo anni trascorsi a seguire regole alimentari, dopo in periodo in cui il corpo comincia a comportarsi in un modo che non riconosciamo più.
L’energia non è sempre la stessa, il peso oscilla e c’è una sensazione di essere in qualche modo “bloccate”. Ci sono periodi in cui ci si sente bene nel nostro corpo e altri in cui si fa più fatica a riconoscersi.
Così questa domanda sorge spontanea: “Che cosa devo fare per riuscire di nuovo a controllare il mio corpo?”
E questo mi colpisce sempre molto, perché in qualche modo racchiude la convinzione di averlo potuto controllare in passato. Eppure, quella prevedibilità indica piuttosto un’armonia di funzionamento che ci ha accompagnate e che in qualche modo si è persa, di fronte a un momento di cambiamento o a un periodo di transizione.
La domanda quindi diventa: “Che cosa succederebbe se iniziassi a conoscerlo, il mio corpo?”
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Il corpo è un sistema dinamico
Il nostro corpo cambia continuamente. Cambiano le nostre esigenze, il livello di energia, il sonno, la digestione, le sensazioni corporee e il modo in cui viviamo il cibo.
Nel corpo femminile si susseguono variazioni fisiologiche e ormonali che accompagnano ciascuna donna attraverso le diverse fasi del suo ciclo e della sua vita.
Pensare al corpo come qualcosa che dovrebbe rimanere sempre uguale quindi può portarci dritte dritte verso un senso di sfiducia, dove viviamo ogni cambiamento come un problema da correggere, senza per questo riuscire a farlo.
È necessario quindi un cambio di prospettiva: considerare il proprio corpo non come una macchina da controllare bensì come una fonte continua di informazioni.
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Cambiare il modo in cui guardiamo all’alimentazione
Questo ci porta anche a cambiare il modo in cui guardiamo all’alimentazione.
Quando ci chiediamo: “Qual è la dieta giusta?” iniziamo a chiederci: “Che cosa sta succedendo dentro di me?”
Perché ascoltare il corpo è il primo passo, in quanto ci comunica continuamente qualcosa.
Iniziamo a osservare la fame, la sazietà, la sete, la stanchezza, l’energia, la digestione, il sonno, le sensazioni che ci accompagnano in un pasto. Iniziamo ad accorgerci delle nostre appetenze: una particolare attrazione verso un alimento, un sapore, una consistenza.
Queste informazioni diventano parte della nostra esperienza e imparare ad ascoltarle significa creare uno spazio per osservarsi e accorgersi di ciò che accade. Già questo sarebbe un cambiamento importante perché l’ascolto ci permette di passare dalla reazione automatica all’osservazione.
Nei miei articoli, specifico spesso che ascoltare e comprendere sono due aspetti diversi: ascoltare un segnale del corpo è un primo passo, comprenderne il significato invece può richiedere tempo.
Una sensazione può avere origini e significati diversi e può essere influenzata da molte dimensioni: fisiologia, esperienza, ambiente, abitudini, emozioni, ricordi e contesto.
Per questo possiamo imparare a osservare.
Quando succede
Con quale frequenza?
In quale situazione?
Che cosa è accaduto prima?
Che cosa cambia dopo?
Quando iniziamo a raccogliere queste informazioni, nel tempo noteremo delle ricorrenze. Ed è proprio attraverso le ricorrenze che possiamo iniziare a conoscere il nostro modo personale di vivere il nutrimento.
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Il corpo: un alleato da conoscere
Questo è uno dei passaggi che considero più importanti: la relazione con il corpo può trasformarsi.
Possiamo passare dal tentativo continuo di controllo alla curiosità, dalla necessità di avere una risposta immediata alla possibilità di osservare, dal giudizio verso ciò che sentiamo alla comprensione.
Il che vuol dire iniziare a dare a ciascuna sensazione un posto.
Possiamo ascoltare ciò che sentiamo, osservare il contesto, integrare le nostre conoscenze e, quando serve, confrontarci con un professionista. È proprio nell’integrazione di queste dimensioni che riusciamo a sviluppare una maggiore consapevolezza.
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La Nutrizione Intuitiva® parte da qui
La Nutrizione Intuitiva® è un approccio che accompagna ciascuna persona ad ascoltare e comprendere i segnali del corpo, le sensazioni e l’intuito, integrando conoscenze, esperienze e vissuto personale, per scegliere il nutrimento con consapevolezza.
La domanda da cui parte è: posso imparare a comprendere il linguaggio del mio corpo?
Per me, la risposta (ovviamente) è sì, perché questo percorso parte proprio dall’ascolto.
Possiamo imparare a riconoscere i segnali che emergono, osservare come cambiano nel tempo, cercare ricorrenze e coltivare una conoscenza sempre più personale.
La fiducia arriva attraverso questa esperienza: ogni volta che ascoltiamo, che osserviamo.
e che comprendiamo qualcosa di nuovo. Passo dopo passo, possiamo sviluppare una relazione più consapevole con noi stesse/i, con il nostro corpo e con il nutrimento.
E così la frase iniziale può davvero dare il via a una trasformazione, passando da “Non riesco più a controllare il mio corpo” a “Voglio imparare a conoscerlo”.
È un cambiamento che sembra di poco conto e che invece si rivela molto importante nella relazione con noi stesse e con noi stessi. Conoscere il proprio corpo significa anche imparare a riconoscere i suoi cambiamenti, le sue esigenze, le sue sensazioni e il proprio modo unico di vivere il nutrimento.
Ed è proprio da qui che puoi iniziare il tuo viaggio per scoprire nuove consapevolezze.
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“Non riesco più a controllare il mio corpo” è la prima domanda da cui siamo partite per esplorare insieme il linguaggio del corpo. Ascolta l’episodio!