Il corpo comunica continuamente.

Lo fa attraverso la fame, la sazietà, la stanchezza, l’energia, il sonno, la digestione e molte altre sensazioni che accompagnano la nostra quotidianità. Alcuni di questi segnali sono immediati e semplici da riconoscere. Altri possiedono sfumature più sottili e richiedono una capacità di ascolto e di comprensione più profonda.

Nel corso della mia esperienza professionale ho osservato proprio questo: la comprensione del linguaggio del corpo può svilupparsi progressivamente.

Ogni persona ha dentro di sé la capacità di percepire, in modo più o meno preciso a seconda della propria storia e del proprio vissuto, ciò che accade nel corpo. Con il tempo può cambiare la consapevolezza con cui queste informazioni vengono riconosciute, interpretate e integrate nelle scelte quotidiane.

Per descrivere questo processo, nella Nutrizione Intuitiva® ho individuato tre gradi di comprensione del linguaggio del corpo: i segnali del corpo, le appetenze e l’interocezione.

Tre dimensioni complementari che possiamo immaginare come un percorso di approfondimento della conoscenza di sé.

Prima di approfondire questo tema ti consiglio di leggere anche “Ascoltare il corpo: perché sentire un segnale è diverso dal comprenderlo“.

Primo grado: riconoscere i segnali del corpo

Il primo grado comprende i segnali che generalmente riusciamo a percepire con maggiore immediatezza. Fame, sazietà, sete, sonno, stanchezza, energia, digestione, benessere fisico.

Sono esperienze che fanno parte della nostra quotidianità e che ci permettono di raccogliere informazioni sul nostro stato. Possiamo sentire, per esempio, che abbiamo dormito poco perché la sensazione di aver bisogno di dormire rimane ancora durante la giornata.
Possiamo riconoscere la fame attraverso particolari sensazioni corporee, percepire un cambiamento nei livelli di energia, osservare come ci sentiamo durante la digestione.

Questo primo grado rappresenta quindi lo spazio nel quale iniziamo a riconoscere il corpo come una fonte di informazioni. E proprio qui inizia l’educazione al suo linguaggio.
Si impara a rivolgere maggiore attenzione ai segnali, a riconoscerne le caratteristiche e a osservare come cambiano durante la giornata e nelle diverse situazioni.

Secondo grado: comprendere le appetenze

Il secondo grado riguarda uno passaggio più avanzato: le appetenze.

Con questo termine mi riferisco all’orientamento spontaneo verso specifici alimenti o determinate caratteristiche del cibo. Questa esperienza può essere molto evidente, come quando desideriamo qualcosa di dolce, qualcosa di salato, un alimento fresco, qualcosa di caldo, una consistenza croccante oppure cremosa.

In altri momenti invece può essere più vaga, come quando percepiamo il desiderio di mangiare qualcosa e abbiamo bisogno di ascoltarci con maggiore attenzione per capire cosa in particolare. Una generica “voglia di dolce”, per esempio, può avere caratteristiche molto diverse: potrebbe essere un frutto fresco oppure qualcosa di cremoso, un alimento più energetico o un sapore particolarmente intenso. Lo stesso accade con il salato: possiamo orientarci verso consistenze e alimenti molto differenti fra loro, sebbene siano accomunati dal concetto del salato.

Imparare a osservare le diverse sfumature permette di passare da un segnale generico a una percezione sempre più precisa.

Che cosa ci raccontano le appetenze?

Qui entra in gioco la comprensione.

Un’appetenza rappresenta prima di tutto un’informazione da esplorare all’interno della persona e del momento che sta vivendo. Il professionista può aiutare a mettere in relazione ciò che emerge con il contesto, l’esperienza, lo stato dell’organismo e le conoscenze nutrizionali.

Questo processo permette di formulare domande sempre più precise.

  • Di cosa ho voglia?
  • Quale caratteristica di quell’alimento mi attrae?
  • Come mi sento in questo momento?
  • Come cambia questa preferenza in situazioni differenti?
  • Che cosa accade quando scelgo quell’alimento?

Attraverso l’osservazione ripetuta, le appetenze possono diventare un linguaggio sempre più familiare.

Il secondo grado richiede quindi una capacità di messa a fuoco maggiore rispetto al primo: il corpo comunica una preferenza e la persona impara a coglierne le sfumature.

Terzo grado: sviluppare l’interocezione

Arriviamo così al terzo grado, quello dell’interocezione.

L’interocezione è la capacità di percepire ciò che accade all’interno del proprio organismo e rappresenta oggi un importante campo di studio scientifico. Battito cardiaco, respirazione, sensazioni provenienti dall’apparato gastrointestinale, temperatura, tensioni e numerosi altri segnali interni contribuiscono continuamente alla rappresentazione che abbiamo dello stato del nostro corpo.

La sensibilità verso queste informazioni varia fra le persone e può assumere caratteristiche differenti.

Nella Nutrizione Intuitiva® l’interocezione rappresenta un grado particolarmente profondo di comprensione perché porta l’attenzione verso ciò che accade all’interno e verso le connessioni tra sensazioni corporee, stati interni, emozioni ed esperienza.

La persona può così diventare progressivamente più sensibile alle variazioni del proprio stato e imparare a inserirle all’interno di una maggiore comprensione di sé.

Perché parlare di tre “gradi”?

I tre gradi descrivono una progressione, piuttosto che tre compartimenti separati.

Segnali corporei, appetenze e interocezione fanno parte contemporaneamente dell’esperienza della persona e dialogano continuamente fra loro. Organizzarli in tre gradi permette però di descrivere qualcosa che ho osservato nel mio lavoro: la comprensione può diventare sempre più precisa.

All’inizio possiamo lavorare con informazioni immediatamente riconoscibili. Poi impariamo a cogliere sfumature più specifiche. Con il tempo possiamo sviluppare una capacità sempre più profonda di percepire e mettere in relazione ciò che accade dentro di noi.

Per questo considero i tre gradi come un percorso evolutivo e, allo stesso tempo, complementare.

Un movimento a spirale

La progressione possiede anche un’altra caratteristica importante perché rappresenta un movimento a spirale. Durante il percorso torniamo continuamente sui segnali che conosciamo già, osservandoli ogni volta da un’angolazione diversa.

Una persona può conoscere molto bene la propria fame e, in una nuova fase della vita, scoprirne sfumature diverse. Può riconoscere un’appetenza che aveva già sperimentato e attribuirle un nuovo significato. Può diventare più sensibile a una determinata sensazione interna e collegarla ad altre informazioni della propria esperienza.

La comprensione, quindi, cresce e si sviluppa attraverso l’esperienza personale. Ogni passaggio aggiunge informazioni e permette di rileggere anche ciò che avevamo già osservato.

Ascoltare, osservare, interpretare e comprendere

All’interno dei tre gradi ritorna continuamente lo stesso processo. La persona ascolta ciò che emerge. Lo osserva nel tempo. Impara a interpretarlo mettendo insieme esperienza, vissuto e conoscenze. Lo comprende sempre più.

E ciò che comprende può essere integrato nelle proprie scelte.

Il professionista accompagna questo processo offrendo strumenti di lettura e conoscenze, mentre la persona porta qualcosa che possiede in modo unico: la propria esperienza diretta.
È proprio dall’incontro fra queste dimensioni che il linguaggio del corpo diventa sempre più accessibile.

Dalla comprensione alla fiducia

Per me questo è uno dei passaggi più importanti. Spesso parliamo della necessità di “fidarsi del proprio corpo” come se la fiducia potesse essere scelta a comando.

Nella Nutrizione Intuitiva® invece la fiducia viene invece coltivata attraverso la comprensione e l’esperienza.

Ogni volta che la persona riconosce un segnale, lo osserva, gli attribuisce un significato e sperimenta ciò che accade attraverso le proprie scelte, scopre qualcosa in più su di sé.
Questa conoscenza crea familiarità con il proprio modo di funzionare. Ed è proprio da questa familiarità che può svilupparsi una fiducia autentica.

I tre gradi di comprensione del linguaggio del corpo rappresentano quindi anche un percorso verso una maggiore autonomia: sentire cosa accade dentro di sé e saperlo riconoscere permette di fare le proprie scelte con meno automatismi e condizionamenti e con una consapevolezza maggiore.

Imparare a comprendere il proprio corpo

Ognuno arriva a questo percorso con una storia diversa.

Alcune persone riconoscono facilmente determinati segnali, altre iniziano proprio dai segnali più semplici. Il punto di partenza cambia, così come cambiano i tempi e il modo in cui ciascuna persona sviluppa questa capacità, poiché i segnali fisiologicamente sono gli stessi ma soggettivamente vengono percepiti in modo anche molto diverso sulla base delle proprie esperienze, del proprio vissuto e dei condizionamenti interiorizzati nel corso della propria vita.

La Nutrizione Intuitiva® accompagna in questo percorso di esplorazione e conoscenza, attraverso un’educazione progressiva al linguaggio del corpo, dove ascoltare vuol dire accorgersi che il corpo sta parlando e che possiamo comprenderlo.

Comprendere permette di imparare la sua lingua.

Se vuoi conoscere più da vicino la Nutrizione Intuitiva® e approfondire il percorso attraverso cui ascolto, comprensione e consapevolezza possono entrare nelle tue scelte di nutrimento, puoi scaricare gratuitamente la guida dedicata.

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Comprendere il linguaggio del corpo è il primo passo verso un nutrimento più consapevole.

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Foto di Rosalind Chang su Unsplash