Quando si parla di alimentazione, siamo abituati a pensare a indicazioni che ci dicono cosa mangiare, quanto mangiare e in quale momento della giornata farlo.

Negli ultimi anni, accanto a questo modo di vivere l’alimentazione, è cresciuto l’interesse verso approcci che pongono maggiore attenzione alla persona, alle sue sensazioni e ai segnali del corpo.

Ed è probabilmente per questo che sempre più persone cercano informazioni sulla dieta intuitiva, chiedendosi se sia possibile imparare a scegliere cosa mangiare ascoltando maggiormente sé stesse e il proprio organismo.

Ma cosa significa davvero mangiare in modo intuitivo? E soprattutto, ascoltare il corpo è sufficiente per capire ciò di cui abbiamo bisogno?

Per rispondere a queste domande partiamo proprio dal significato della parola “dieta”.

Cosa significa dieta intuitiva?

Quando sentiamo parlare di “dieta” la nostra mente corre subito a uno schema con una serie di quantità da rispettare o più in generale a un percorso finalizzato al dimagrimento.

Parlare di “dieta intuitiva” porta quindi con sé una domanda: quanto spazio occupano i segnali del nostro corpo nelle scelte che facciamo ogni giorno?

Fame, sazietà, energia, digestione, sonno, sensazioni corporee e desiderio verso determinati cibi fanno parte della nostra esperienza quotidiana e il corpo comunica attraverso questi segnali continuamente.

La capacità di riconoscerli e comprenderli è importante ma potrebbe rivelarsi molto diversa da persona a persona.

Il corpo comunica continuamente

Pensa per un momento alla tua giornata: puoi svegliarti dopo una notte di riposo sentendoti piena di energia oppure al contrario avvertire una sensazione di stanchezza. Puoi arrivare all’ora di pranzo con molta fame oppure renderti conto che quel giorno il tuo appetito è diverso rispetto agli altri.

Dopo aver mangiato puoi sentirti leggera, soddisfatta oppure al contrario appesantita o ancora affamata. Per ogni momento potresti desiderare qualcosa di fresco, caldo, dolce, salato, croccante o morbido.

Tutte queste esperienze rappresentano una fonte di informazioni.

Alcune sono immediate e facili da riconoscere, altre richiedono una capacità di ascolto più profonda. Ed è qui che entra in gioco un aspetto fondamentale: sentire ciò che accade nel corpo e comprenderne il significato rappresentano due momenti differenti dello stesso percorso.

Ascoltare il corpo: cosa significa?

L’ascolto rappresenta la capacità di rivolgere l’attenzione verso l’interno al proprio corpo, alle proprie sensazioni e al proprio vissuto.

Può sembrare qualcosa di spontaneo e semplice, eppure nella quotidianità la nostra attenzione viene continuamente orientata verso ciò che accade all’esterno. Informazioni, notifiche, impegni, opinioni, consigli, social, lavoro e responsabilità occupano gran parte delle nostre giornate.

Anche nell’alimentazione siamo circondati da indicazioni. Sentiamo parlare di alimenti da preferire, cibi da evitare, quantità, frequenze, orari, nutrienti, combinazioni e strategie differenti. Queste conoscenze possono offrire indicazioni utili.

Eppure, imparare a rivolgere l’attenzione anche verso ciò che accade dentro di noi ci permette di aggiungere un’altra importante fonte di informazioni: la nostra esperienza diretta.

Ascoltarsi vuol dire iniziare ad accorgersi di quello che il corpo ci sta comunicando.

Ascoltare e comprendere sono la stessa cosa?

Questo tema è al centro anche dell’articolo Ascoltare il corpo: perché sentire un segnale è diverso dal comprenderlo.

Possiamo percepire un segnale con grande chiarezza e aver bisogno di comprenderne più da vicino il significato. Possiamo percepire tante sensazioni che magari conosciamo già ma sulle quali sono ci siamo ancora soffermate/i abbastanza, come per esempio:

  • sentire fame e iniziare a osservare con quali segnali specifici arriva.
  • avvertire stanchezza e chiederci quali siano le situazioni che l’abbiano determinata.
  • avere il desiderio di qualcosa di dolce o salato e provare a riconoscere verso quale alimento ci stiamo orientando.
  • accorgerci che alcuni pasti ci fanno sentire in un modo e altri producono sensazioni differenti.

L’ascolto permette di riconoscere l’informazione, la comprensione è il passaggio successivo e ci dà la possibilità di attribuirle un significato.

Ed è proprio questa distinzione che, nella mia esperienza clinica, è diventata sempre più importante.

Dal segnale al significato

Durante il mio lavoro ho osservato che il corpo possiede molti modi attraverso cui esprimere informazioni.

Alcuni segnali sono molto semplici da percepire: pensiamo alla fame, alla sete, al sonno oppure alla stanchezza. Altri possono essere più sfumati. Per esempio, possiamo percepire il desiderio di mangiare qualcosa e avere bisogno di tempo per comprendere verso cosa ci stiamo muovendo.

Esiste poi una dimensione ancora più profonda che riguarda la capacità di percepire ciò che accade all’interno dell’organismo e di mettere in relazione sensazioni corporee, stati interni ed esperienza, che prende il nome di interocezione.

Il linguaggio del corpo possiede quindi diversi livelli di complessità e imparare a comprenderlo rappresenta un processo che si sviluppa progressivamente attraverso l’esperienza.

E l’intuito?

Quando parliamo di dieta intuitiva, la parola “intuitiva” può far pensare semplicemente alla possibilità di mangiare ciò che desideriamo in modo istintivo. Il concetto di intuito, però, assume un significato molto più ampio sulla base della mia esperienza.

Nel percorso che ho sviluppato negli anni, infatti, l’intuito rappresenta una forma di comprensione immediata collegata alle percezioni e alle sensazioni della persona e alla capacità di sentire ciò che è coerente con sé stessa.

Anche questa sensibilità correlata all’intuito può essere esplorata e sviluppata insieme alla consapevolezza.

Per questo motivo, l’intuito rappresenta una delle informazioni che possono entrare nel processo di comprensione della persona, insieme ai segnali corporei, alle sensazioni, all’esperienza e alle conoscenze acquisite.

Dalla “dieta intuitiva” alla Nutrizione Intuitiva®

È proprio a questo punto che diventa importante distinguere un’espressione generica come “dieta intuitiva” dalla Nutrizione Intuitiva®.

La Nutrizione Intuitiva® è un approccio che accompagna la persona ad ascoltare e comprendere i segnali del corpo, le sensazioni e l’intuito, integrando conoscenze, esperienze e vissuto personale, per scegliere il nutrimento con consapevolezza.

Il centro del percorso diventa quindi la comprensione: ascoltare -> osservare -> interpretare -> integrare le informazioni -> comprendere. E, attraverso l’esperienza, sviluppare sempre più fiducia nel proprio corpo e autonomia nelle proprie scelte.

Le conoscenze nutrizionali entrano in dialogo con ciò che la persona sperimenta e con le informazioni che il suo corpo esprime, permettendo di costruire scelte sempre più personalizzate.

Imparare il linguaggio del proprio corpo

Possiamo immaginare il rapporto con il corpo come l’apprendimento di un linguaggio. All’inizio riconosciamo i segnali più evidenti, poi, con il tempo, iniziamo a cogliere sfumature differenti. Attraverso l’esperienza impariamo a mettere in relazione ciò che sentiamo con quello che accade nella nostra vita e giorno dopo giorno quella lingua diventa più familiare.

È proprio questo uno degli obiettivi della Nutrizione Intuitiva®: accompagnare la persona a diventare sempre più competente nella comprensione del linguaggio del proprio corpo.

Perché il corpo comunica ogni giorno attraverso informazioni diverse e imparare ad ascoltarle, comprenderle e integrarle può aiutarci a costruire una relazione più consapevole con il nutrimento e con noi stesse/i.

Copertina ebook Nutrizione intuitiva

Comprendere il linguaggio del corpo è il primo passo verso un nutrimento più consapevole.

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Foto di Kelly Sikkema su Unsplash