Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di alimentazione intuitiva, soprattutto sui social e fra i professionisti che si occupano di alimentazione e rapporto con il cibo.

Uno dei concetti che potresti aver incontrato è l’Intuitive Eating, un approccio nato negli Stati Uniti negli anni ‘90 grazie al lavoro delle dietiste Evelyn Tribole ed Elyse Resch. L’Intuitive Eating nasce a partire da una riflessione sulla cultura della dieta e propone un modo diverso di vivere il rapporto con il cibo. Lo fa attraverso dieci principi che accompagnano la persona verso una maggiore capacità di riconoscere i segnali del corpo e una relazione più serena con l’alimentazione.

In questo articolo vediamo quali sono questi dieci principi, cosa significano e, alla fine, anche in cosa questo approccio si differenzia dalla Nutrizione Intuitiva®.

Se prima desideri capire cos’è l’Intuitive Eating e come nasce questo approccio, puoi leggere l’articolo dedicato a Alimentazione intuitiva: cos’è e come funziona.

Cos’è l’Intuitive Eating?

L’Intuitive Eating è un approccio sviluppato nel 1995 dalle dietiste statunitensi Evelyn Tribole ed Elyse Resch e successivamente approfondito attraverso il loro libro “Intuitive Eating”, che negli anni è diventato un best seller, tanto da dare vita a un vero e proprio nutrimento.

Il modello nasce dall’esperienza delle autrici con persone che avevano seguito numerose diete e che avevano sviluppato un rapporto sempre più probematico con il cibo, con il peso e con le regole alimentari.

L’obiettivo dell’Intuitive Eating è favorire un rapporto più sereno ed equilibrato con il cibo attraverso il recupero dei segnali come fame e sazietà, insieme a una maggiore libertà rispetto alle regole imposte dalla cultura della dieta.

Per accompagnare questo processo, Tribole e Resch hanno sviluppato dieci principi.

I 10 principi dell’Intuitive Eating

1) Rifiutare la mentalità della dieta

Il primo principio riguarda il rapporto con la cultura della dieta e con l’idea che esista sempre una nuova strategia alimentare capace di risolvere definitivamente il rapporto con il peso e con il cibo. L’Intuitive Eating invita a riconoscere quanto questa mentalità possa influenzare pensieri, aspettative e comportamenti alimentari e accompagna la persona verso una maggiore libertà rispetto alle regole dietetiche.

2) Onorare la fame

La fame rappresenta uno dei segnali fondamentali attraverso cui il corpo comunica il bisogno di energia. Riconoscerla e agire di conseguenza permette di recuperare sempre più il contatto con il senso di fame e di costruire una relazione più stabile con il cibo. All’interno dell’Intuitive Eating, imparare a riconoscere la fame rappresenta quindi una parte importante del percorso.

3) Fare pace con il cibo

Questo principio invita a concedersi il permesso di mangiare, superando la classificazione degli alimenti attraverso categorie rigide. Quando alcuni cibi assumono il significato di alimenti vietati, infatti, possono diventare paradossalmente un’attrazione sempre più forte ed essere sempre più presenti nei pensieri quotidiani. Fare pace con il cibo significa sviluppare una relazione più flessibile con le proprie scelte alimentari.

4) Sfidare la “polizia alimentare”

Con questa espressione le autrici descrivono quell’insieme di pensieri e regole interiorizzate che giudicano continuamente le scelte alimentari. Sono tutte quelle voci interiori che classificano un comportamento come giusto o sbagliato e che possono alimentare senso di colpa e rigidità. Riconoscere queste regole permette di osservare con maggiore consapevolezza il modo in cui influenzano il rapporto con il cibo.

5) Scoprire il fattore soddisfazione

Mangiare coinvolge anche piacere, gusto e soddisfazione. Secondo l’Intuitive Eating, scegliere alimenti che risultano realmente piacevoli e vivere il pasto in un contesto capace di favorire la soddisfazione permette di percepire più chiaramente quando l’esperienza alimentare risponde ai propri bisogni. Il piacere diventa quindi una componente importante del rapporto con il cibo.

6) Percepire la sazietà

Accanto alla fame troviamo la sazietà. L’Intuitive Eating invita a prestare attenzione ai segnali che emergono durante il pasto e che comunicano una condizione di pienezza e soddisfazione. Questo richiede presenza e capacità di osservare ciò che accade nel corpo mentre si mangia.

7) Affrontare le emozioni con gentilezza

Il cibo possiede anche una dimensione emotiva e può rappresentare conforto, piacere, condivisione e regolazione in momenti particolari della vita. Questo principio invita a riconoscere le emozioni e a sviluppare diverse risorse attraverso cui prendersene cura, ampliando le possibilità di fare scelte diverse oltre al cibo.

8) Rispettare il proprio corpo

Il rapporto con l’alimentazione è strettamente collegato anche al rapporto con il corpo. L’Intuitive Eating invita a riconoscere e rispettare il proprio corpo e le sue caratteristiche, incoraggiando aspettative più realistiche e un atteggiamento più rispettoso verso di sé.

9) Movimento: sentire la differenza

Anche il movimento viene osservato attraverso le sensazioni che genera. L’attenzione si sposta dalla quantità di calorie consumate all’esperienza del corpo. Energia, vitalità, piacere, forza e benessere diventano elementi attraverso cui esplorare la propria relazione con il movimento e con l’attività fisica.

10) Onorare la salute attraverso una nutrizione gentile

L’ultimo principio integra le conoscenze nutrizionali all’interno del percorso.
Le scelte alimentari possono sostenere la salute e, allo stesso tempo, comprendere gusto, piacere, cultura, preferenze e quotidianità. La salute viene quindi osservata attraverso ciò che accade nel tempo, all’interno di un’alimentazione flessibile e variegata.

Cosa accomuna questi dieci principi?

Se li osserviamo nel loro insieme, possiamo vedere come l’Intuitive Eating proponga uno spostamento del focus. Si passa dalle regole dietetiche verso una maggiore capacità di riconoscere fame, sazietà, soddisfazione, emozioni e sensazioni corporee. Dal giudizio verso un rapporto più gentile con il cibo e con il corpo. Dalla ricerca di un controllo continuo verso una maggiore autonomia.

È proprio per questi aspetti che l’Intuitive Eating ha contribuito a cambiare il modo in cui molti professionisti e molte persone guardano al rapporto con l’alimentazione.

Intuitive Eating e Nutrizione Intuitiva® sono la stessa cosa?

La somiglianza dei nomi può facilmente creare confusione, soprattutto quando Intuitive Eating viene tradotto in italiano come alimentazione intuitiva.

Intuitive Eating e Nutrizione Intuitiva® condividono alcuni temi, fra cui l’attenzione verso i segnali corporei, la consapevolezza e lo sviluppo dell’autonomia della persona. Ma nascono da percorsi differenti e ruotano il loro lavoro attorno a domande diverse.

L’Intuitive Eating organizza il percorso attraverso i dieci principi che abbiamo appena visto e dedica particolare attenzione al superamento della mentalità della dieta e alla costruzione di una relazione più serena con il cibo.

La Nutrizione Intuitiva® nasce invece dalla mia esperienza clinica e da una domanda che ha accompagnato il mio lavoro nel tempo: se il corpo comunica continuamente attraverso segnali e sensazioni, possiamo imparare a comprenderne il linguaggio?

Da questa domanda nasce un percorso che pone al centro l’ascolto e la comprensione del linguaggio del corpo. Dove si integra l’esperienza personale e il proprio vissuto per orientare le proprie scelte con maggiore consapevolezza.

Fame e sazietà rappresentano solo alcuni dei segnali che possiamo esplorare. Accanto a questi troviamo energia, sonno, digestione, sensazioni corporee, stato emotivo, appetenze, istinto e intuito. Informazioni che acquistano il loro significato quando vengono osservate e comprese in relazione all’unicità e alla storia di ciascuna persona.

Ed è proprio qui che si trova uno degli aspetti centrali della Nutrizione Intuitiva®: ascoltare un segnale rappresenta il primo passo, comprenderlo significa imparare ad attribuirgli un significato.

Dal sentire al comprendere

Possiamo sentire fame e chiederci quale bisogno stia esprimendo. Percepire stanchezza e iniziare a osservare ciò che accade nel nostro corpo e nella nostra quotidianità. Desiderare un determinato alimento e imparare a esplorare più da vicino quella sensazione, correlandolo all’interno della nostra esperienza.

La Nutrizione Intuitiva® accompagna la persona proprio in questo processo di ascolto, osservazione, interpretazione, comprensione e integrazione.

Con il tempo, si inizia a coltivare una nuova fiducia nel proprio corpo, in se stesse/i e una maggiore autonomia nelle scelte di nutrimento.

Intuitive Eating e Nutrizione Intuitiva® possono quindi incontrarsi su alcuni temi, ma la comprensione delle loro origini e dei loro obiettivi da la possibilità di riconoscere con più chiarezza le caratteristiche di ciascun approccio.

Se vuoi approfondire il mio approccio e capire in cosa si differenzia dall’Intuitive Eating, trovi tutto nell’eBook sulla Nutrizione Intuitiva®.

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Comprendere il linguaggio del corpo è il primo passo verso un nutrimento più consapevole.

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Foto di Dan Gold su Unsplash