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Dieta Ormonale

Dieta per la fecondazione assistita: perché l’alimentazione è così importante

dieta per la fecondazione assistita


Sono sempre di più le coppie che decidono di intraprendere un percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) dove fino a poco tempo fa il ruolo dell’alimentazione era considerato marginale.

Oggi invece, grazie anche ai nuovi studi, sappiamo che l’alimentazione riveste un ruolo importante in moltissime situazioni cliniche, inclusa la fecondazione assistita. E in questo articolo vedremo insieme perché.

L’importanza della dieta per la fecondazione assistita

Possiamo guardare a ogni alimento come a un insieme di informazioni che vengono date al corpo. Il cibo infatti agisce in modo molto simile per esempio agli integratori. Li prendiamo per avere un effetto nell’organismo e così anche gli alimenti che compongono la nostra dieta.

Ogni cibo infatti ha un’azione nel corpo e il modo in cui cibi diversi sono associati in un pasto, possono avere effetti diversi.

Nel caso della fecondazione assistita, l’alimentazione dovrebbe seguire le diverse fasi supportandole con associazioni alimentare mirate a sostenere fisiologicamente il corpo.

Facciamo un esempio. Nella fase della stimolazione ovarica, laddove fosse prevista, il fegato, che è l’organo che si occupa di metabolizzare gli ormoni, si trova a dover fare un lavoro maggiore. Ecco che come dieta possiamo dare dei pasti ad azione di stimolo del fegato, come per esempio:

  • un risotto con i carciofi + insalata mista
  • oppure una frittata con la cicoria + pane + insalata mista

Carciofi e cicoria hanno entrambe un’azione di supporto al fegato. Questo ci permette di agevolare non solo la funzionalità di questo prezioso organo ma più in generale il corpo e il processo che sta attraversando.

La fecondazione assistita ha diverse fasi: cosa mangiare?

Le fasi della fecondazione assistita sono scandite da situazioni e dosaggi ormonali diversi.
Si alternano infatti ormoni come estrogeni e progesterone e questo porta una donna ad avvertire tutti i cambiamenti ormonali. Sia a livello fisico, nel suo corpo, che nella sua intimità, con un alternarsi di sensazioni ed emozioni.

Proprio per assecondare al meglio le diverse fasi della fecondazione assistita, si possono scegliere dei pasti organizzati in modo mirato. Per esempio, nella fase in cui c’è una somministrazione di progesterone, è bene evitare cibi salati e stagionati come il formaggio. La sua ricchezza in sali minerali infatti aumenta la sensazione di gonfiore e di ritenzione idrica, insieme al calcio che rallenta ulteriormente un metabolismo che già di suo è rallentato dal progesterone.

Questo è solo un esempio e serva a spiegare come una dieta mirata per la PMA possa essere d’aiuto in questa particolare fase. Una fase che è altamente soggettiva e che va sempre calibrata sulla donna e su come si sente giorno dopo giorno.

Non solo cibo ma anche equilibrio intestinale

L’utero risente molto dell’ambiente intestinale. Sono sempre di più gli studi che evidenziano l’importanza di un intestino sano e con una buona eubiosi, cioè una flora batterica intestinale adatta all’impianto dell’embrione.

Questo risultato si raggiunge con il tempo: non basta infatti un integratore di probiotici per fare la differenza.
Prima di tutto bisogna capire com’è la digestione e se il sistema digerente è in equilibrio. Nel sistema digerente più organi lavorano in sinergia fra loro e se c’è un rallentamento digestivo, sarà l’ambiente intestinale a risentirne. Ecco perché oggi in caso di candida o di cistite si guarda anche all’equilibrio intestinale e non più al sintomo localizzato in una piccola zona.

La dieta per la fecondazione assistita quindi va personalizzata nei minimi dettagli, tenendo presente il quadro clinico completo e la risposta alle diverse fasi della PMA.

Hai bisogno di consigli per migliorare la tua dieta per la fecondazione assistita?

Se vuoi avere più informazioni sulla dieta a supporto degli ormoni contattami per prenotare un colloquio gratuito.

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