Quando una donna inizia un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, una delle prime domande che si pone è: “Qual è la dieta durante la PMA più adatta? Cosa dovrei mangiare per aiutare il mio corpo?”
È una domanda comprensibile e l’idea con cui spesso ci si approccia alla parola “dieta” è quella di aspettarsi liste di alimenti suggeriti, cibi da evitare, integratori indispensabili e protocolli alimentari a supporto della fecondazione assistita.
Ma cosa dice davvero la scienza sulla dieta durante la PMA? E soprattutto: è solo una questione di alimenti?
Mi occupo di accompagnare le donne a capire cosa mangiare durante un percorso di PMA dal 2018 e fino a poco tempo fa nemmeno i centri di procreazione medicalmente assistita prendevano in considerazione questi aspetti.
Il tema quindi è complesso e proverò a semplificarlo facendo un riassunto del congresso “Dieta e PMA: dalle evidenze scientifiche alla pratica clinica” organizzato dalla SIFES che si è tenuto a Roma il 16 Gennaio 2026.
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Dieta durante la PMA: esiste un modello alimentare specifico?
Le evidenze scientifiche attuali non supportano l’esistenza di una dieta universale in grado di aumentare in modo certo le probabilità di successo della PMA . E questo è dovuto al fatto che gli studi disponibili presentano campioni ridotti, popolazioni molto eterogenee (e quindi molto diverse) fra loro, metodi di valutazione alimentare basati su questionari auto-compilati, fattori quindi difficili da controllare.
Questo non vuol dire che l’alimentazione durante la PMA non sia importante:
vuol dire invece non esiste una formula valida per tutte.
Ogni donna arriva alla PMA con una storia clinica, un assetto metabolico, un equilibrio ormonale e un vissuto emotivo che cambia per ciascuna donna. E, aggiungo io, anche una diversa forma del corpo e diverse caratteristiche costituzionali che direzionano tutto questo in modo diverso. Affidarsi a una nutrizionista PMA significa costruire una lettura sistemica e integrata del proprio corpo e dei propri bisogni, invece che limitarsi solo a una lista di alimenti.
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Cosa mangiare durante la PMA?
È una delle richiesti più frequenti e nel congresso si è parlato chiaramente di come non esista un elenco universale di alimenti “obbligatori” o “vietati”, nemmeno nel campo della fecondazione assistita.
La risposta più completa a oggi è che durante un percorso di PMA, l’alimentazione dovrebbe sostenere l’equilibrio glicemico, modulare l’infiammazione di basso grado, garantire un’adeguata copertura di micronutrienti, supportare il microbiota intestinale e vaginale e rispettare il momento specifico (alimentazione per stimolazione ovarica, transfer e attesa).
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Micronutrienti e fertilità: il periodo periconcezionale conta
Nel periodo che precede il concepimento, i micronutrienti svolgono un ruolo centrale nella regolazione cellulare, ormonale ed epigenetica. Cosa vuol dire questo, in pratica?
Che parliamo di regolazione dell’infiammazione, di equilibrio ossidativo, di modulazione dell’espressione genica, di qualità ovocitaria ed embrionale.
Le carenze micro-nutrizionali possono influenzare lo sviluppo fetale attraverso meccanismi epigenetici, cioè modificando l’espressione dei geni.
In pratica l’alimentazione e l’integrazione rappresentano una vera e propria informazione biologica.
Su questo aspetto è importante sottolineare che guardare alle carenze nutrizionali non si significa assumere integratori in modo indiscriminato solo perchè abbagliate dal fatto che siano “naturali”. La loro efficacia infatti è legata a un reale fabbisogno e al quadro clinico, unico per ciascuna persona.
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Equilibrio glicemico e PMA: un fattore spesso sottovalutato
Un aspetto centrale emerso dalla letteratura scientifica è quello della resistenza insulinica.
Un iperinsulinemia può aumentare la produzione ovarica di androgeni, alterare l’equilibrio dell’ormone LH, ridurre la SHBG e favorire l’infiammazione.
In uno studio su donne infertili, la prevalenza di insulino-resistenza era del 30,5% ed era associata a un maggior rischio di aborto clinico e minori tassi di nati vivi. Questo significa anche che, quando parliamo di dieta durante la PMA, stiamo parlando di stabilità metabolica.
Una stabilità data da equilibrio e bilanciamento dei nutrienti.
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Sovrappeso, infiammazione e PMA: oltre il numero sulla bilancia
Il position statement SIFES evidenzia come BMI e circonferenza vita siano associati a peggioramento dell’esito riproduttivo, cioè a minor possibilità di concepimento.
Anche se il peso, da solo, non racconta tutta la storia perchè la questione centrale è l’assetto infiammatorio e metabolico.
Ci sono donne normopeso che sono metabolicamente disfunzionali, mentre ce ne sono altre in sovrappeso con hanno invece un buon equilibrio metabolico. Ridurre la dieta durante la PMA a “dimagrire” è una semplificazione pericolosa.
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Microbiota e fertilità: un ecosistema da considerare
La nutrizione influenza il microbiota intestinale e vaginale e questo è un dato di fatto.
Gli studi ci dicono che una bassa presenza di lattobacilli vaginali è stata associata a esiti riproduttivi meno favorevoli e a un maggior rischio di parto pretermine. Le strategie di “probiotica di precisione” non si basano ovviamente sull’assunzione casuale di fermenti lattici, perchè anche questo è un rischio che spesso si corre con l’auto medicazione.
L’integrazione va valutata sul contesto, con una scelta mirata dei ceppi, e un’integrazione con alimentazione adeguata.
La parola che è tornata per tutto il congresso e che torna anche sul microbiota è la personalizzazione.
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Dieta durante la PMA: a che punto siamo davvero?
C’è un aspetto che raramente viene discusso: gli studi sulla nutrizione in PMA riguardano quasi esclusivamente le donne. Sull’uomo, le ricerche sono ancora poche e condotte su campioni molto ridotti. Eppure sappiamo che l’infertilità è per metà femminile e per metà maschile.
Questo scarto non è solo scientifico. È culturale.
Il corpo femminile viene spesso considerato troppo complesso, troppo ciclico, troppo variabile per essere incluso facilmente negli studi. I disturbi femminili vengono minimizzati.
Poi, quando una gravidanza non arriva, tutto si concentra sulla donna. Quel corpo diventa iper-analizzato, iper-controllato, iper-responsabilizzato. Prima invisibile e poi caricato di tutto il peso del “funzionare”.
La vera domanda allora non è solo: “Qual è la dieta durante la PMA?”
Ma: “Con quale sguardo stiamo osservando il corpo femminile?”
Se lo guardiamo in modo frammentato, isolando parametri e sintomi, rischiamo di aumentare il controllo e non la comprensione.
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Nutrizione durante la PMA: controllo o relazione?
Un aspetto importante a conclusione dell’articolo, perchè i percorsi di PMA sono delicati e spesso la vulnerabilità emotiva è altissima. La nutrizione può diventare un ulteriore peso, un’ennesima responsabilità e una lista di regole. Oppure, quando fatta davvero in modo integrato, può trasformarsi in uno strumento di lettura, in un modo per sostenere il sistema mente-corpo e in un accompagnamento competente: tutto dipende dal modello di cura.
Se senti il bisogno di un supporto personalizzato durante il percorso
Lavorare con una nutrizionista esperta in PMA può aiutarti a costruire un piano integrato, rispettoso del tuo corpo e del momento che stai vivendo. Se stai per affrontare o stai affrontando un percorso di PMA e senti il bisogno di uno sguardo più integrato sul tuo corpo, ti invito a guardare il breve video qui sotto. In pochi minuti ti spiego come lavoro e cosa significa costruire un supporto nutrizionale che tenga insieme metabolismo, ormoni e vissuto personale. Può essere un primo passo per orientarti.
*La dott.ssa Veronica Pacella è biologa nutrizionista e life coach, con esperienza nel supporto nutrizionale durante percorsi di PMA e fertilità femminile.
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