La Nutrizione olistica si occupa di accogliere e sostenere quanto più possibile una persona nella sua totalità.
Sin da quando ho iniziato a scrivere di Nutrizione olistica, più di dieci anni fa, ho spiegato alcuni aspetti di questo modo di guardare alla nutrizione e continuo oggi a spiegarne altri. Perché a quanto vedo nella mia pratica clinica quotidiana, i luoghi comuni sono ancora moltissimi e facciamo fatica a toglierceli di dosso, soprattutto noi donne.
Come se fossimo geneticamente programmate per seguire diete standard che sono ben lontane dal farci stare bene.
Manca quindi una visione di insieme, che come nutrizionista olistica cerco di restituire durante le mie consulenze.
.
La visione a compartimenti stagni: una dinamica che allontana dal benessere
La modalità di medicina che vediamo applicata oggi arriva da lontano. Quando per un evoluzione dei saperi si decise che la medicina doveva essere ridotta ad agire solo sul corpo, nelle sue diverse sezioni, portata avanti da un ragionamento causa-effetto.
Eviterò di dilungarmi qui sugli eventi che hanno condotto a questo paradigma riduttivo. Per questo, rimando alla lettura del libro del dr. Gioacchino Pagliaro “Intenzionalità di Guarigione” dove il dott. Pagliaro ripercorre tutta la storia e apre nuove frontiere allo studio della Coscienza, cioè quell’energia vitale che ci tiene in vita.
Un energia vitale che la Nutrizione olistica riconosce e considera.
Per molto tempo infatti si è considerato solo il corpo fisico. Lo racconta bene la ricercatrice Candace Pert nel suo libro “Molecole di emozioni”.
La dott.ssa Pert lavorava negli Usa dove c’erano due diversi istituti a fare ricerca, uno sul corpo e uno sulla mente. Lei faceva ricerca in quest’ultimo e quando ha scoperto che in realtà nel corpo era tutto collegato, corpo + mente, psiche + soma, le è stato difficilissimo dimostrarlo. A lei il merito di aver ri-creato in occidente quel ponte fra mente e corpo così brutalmente diviso. Un ponte che ha portato alla nascita della PNEI – psiconeuroendocrinoimmunologia.
Questi accenni storici sono la premessa a constatare che ancora oggi, nel 2024, nonostante ormai siano sdoganati concetti come PNEI, psicosomatica e benefici della mindfulness, si fa ancora fatica ad allargare l’orizzonte. A integrare questi aspetti nella propria pratica clinica.
Da un lato ci sono master universitari costosi e con i migliori esperti. Dall’altro c’è la realtà della pratica clinica dove ogni parte del corpo è considerata a compartimenti stagni. E dove il 70% delle donne che seguo si è sentita sminuire almeno una volta rispetto ai sintomi che stava vivendo.
.
Epigenetica, influenze ambientali ed energia vitale: una visione d’insieme che lo sia davvero
In un recente corso di aggiornamento che ho seguito, si è parlato molto delle nuove conferme scientifiche sui diversi aspetti degli ormoni.
I concetti sono ruotati molto attorno all’importanza dell’epigenetica e degli stili di vita, insieme alla regolazione dell’espressione genica e dell’attività recettoriale, a come cioè i recettori – e quindi il nostro corpo – risponde a ciò che succede.
Un focus sull’infinitamente piccolo. E lì, nel mezzo di quelle slide che vedevo passare, tutto acquistava un nuovo senso, perché nel frattempo, io guardavo all’infinitamente grande.
Chi è che regola davvero l’espressione genica? Che va a spostare l’equilibrio verso X o verso Y? Come fanno questi ormoni e questi recettori a riconoscersi e piacersi? E cosa determina quali fra di loro di piaceranno e quali, invece, si respingeranno?
La risposta è: il nostro campo di energia unificato.
Quell’energia vitale che ci anima e che, al pari delle altre, va nutrita, alimentata, protetta, decontaminata, lasciata libera di esprimersi. Anche nel nutrimento. Poiché il nutrimento non è solo fisico ma anche emozionale, mentale, energetico.
Un’energia vitale che alcuni definiscono come Coscienza, altri come Anima, altri ancora come Soffio Vitale.
Non sta a me definire l’energia vitale con dei paletti, poiché ciascuna persona può declinarla sulla base della propria visione di vita e delle proprie esperienze e convinzioni in merito.
Sta a me però osservare come testimone nel mio lavoro quotidiano che è lì, è presente. Informa tutto il campo e così tutti i livelli del nostro ecosistema: informa il corpo, sostiene i nostri pensieri, si modifica insieme alle nostre emozioni, ci attraversa con le nostre sensazioni, risponde con le nostre intuizioni.
.
E questa è la più grande frattura esistente fra il mondo olistico e la medicina accademica.
Una frattura che lascia divise anche le persone che desiderano ampliare la propria visione di cura ma che, nella quotidianità, si trovano a doversi interfacciare con esami, dati clinici e diagnostici.
Una divisione che non fa bene a nessuno dei due campi. E che sicuramente danneggia chi è nel mezzo, con il rischio che si decide di aderire all’uno o all’altro campo, escludendo il resto, come fosse una tifoseria.
Una frattura che da parte mia non è più tollerabile. Perché chi fa una professione con serietà, preparazione e dedizione vede accadere nel proprio studio piccoli e grandi miracoli. Si confronta con quest’energia vitale che scorre dentro ciascuna persona ogni volta e ogni volta si rimane meravigliati di fronte al mistero della vita, delle leggi universali della natura, del mistero di essere umani, potenti e vulnerabili nello stesso momento.
Il mio desiderio è quello di affiancare a una nutrizione olistica nel senso più ampio del termine, quelle conferme scientifiche che ci arrivano dagli studi di frontiera (ormai consolidati) per integrarli così nella pratica clinica.
L’unico approccio possibile quando si continua a portare avanti una medicina basata solo sul sintomo. Perdendo di vista l’enorme potenzialità della persona che abbiamo di fonte quando siamo professionisti. L’enorme risorsa che rappresenta la natura intrinseca del corpo.
Come scrive
la dr.ssa Poli nel suo libro “Anatomia della Coscienza Quantica”:
“Il corpo ha le sue leggi e i suoi significati. Psiche e soma sono intrecciate, ma il soma ha le sue leggi che sono ben al di là della psiche. Il corpo ha le sue leggi che sono ben al di la della sua comprensione. Il corpo è il cosmo, il corpo è lo spirito e come tale si ribella a qualsiasi identificazione razionale. La verità del corpo sta nella sua irriducibilità: il corpo non lo potrai mai zittire. Il corpo è la natura e la natura va oltre le nostre regole e le nostre azioni. Così nelle crepe di un muro nasce un fiore, le radici degli alberi rompono l’asfalto per crescere e nessuno può impedire all’acqua di cadere quando piove. Questa è la potenza della natura, questa è la potenza del corpo. Conoscere, amare, celebrare il corpo è un viatico per l’illuminazione e per la coscienza più alta.”
.
Ogni persona ha una storia e un equilibrio unico.
Quando smettiamo di guardare al corpo per parti separate, iniziamo a comprenderlo davvero. Nel breve video trovi uno sguardo più ampio su come nutrizione e segnali del corpo possono essere letti insieme.
–
Foto di Natalie Grainger su Unsplash