Il titolo di questo articolo è quello della tesi che ho scritto per il master universitario in Medicina Biointegrata. L’idea della tesi sulla fertilità femminile, la dieta e l’approccio biointegrato nasce dalla mia pratica clinica. Poiché nel mio lavoro mi occupo di nutrizione a supporto dell’equilibrio ormonale femminile.

In questi anni sono state sempre di più le donne che si sono rivolte a me per la problematica della fertilità femminile e avere una dieta a supporto. Sebbene all’inizio fossero la minoranza, oggi stanno aumentando e rappresentano una problematica che si sta diffondendo sempre più. Al punto che gli esperti stanno considerando la procreazione medicalmente assistita come la medicina del futuro.

Di fronte a questo scenario, è importante mettere insieme i diversi tasselli che compongono la fertilità e scegliere un approccio che sia quanto più possibile completo e rispettoso della donna, come persona al centro e non più (e non solo) come corpo da indagare in singoli pezzi per scoprire cosa ci sia che non vada.

In questo articolo ti parlerò della tematica della fertilità femminile secondo una visione più ampia e cioè quella attinente alla medicina biointegrata.


L’approccio biointegrato alla fertilità femminile

Il modello di uomo biointegrato è rappresentato dall’unione di tre componenti essenziali, poste come lati di un triangolo equilatero:

  • strutturale
  • biochimica
  • psichica-mentale

Il triangolo rappresenta quindi l’intero organismo e al centro del triangolo c’è la dinamica energetica che lo anima, cioè un nucleo di energia vitale.

In questa rappresentazione visiva lo stato di salute è uno stato di armonia fra i tre lati del triangolo, Il quale è alimentato, a sua volta, da un equilibrio energetico che è in sintonia con quello del macrocosmo universo in cui l’uomo è immerso.

L’approccio biointegrato diventa una lente attraverso cui esplorare la fertilità femminile nella sua componente strutturale, biochimica, mentale ed esistenziale. Da diversi anni ormai seguo donne durante la ricerca di una gravidanza e in accompagnamento ai loro percorsi di fecondazione assistita.

L’aumento dell’infertilità senza nessuna causa

Mentre fino a un paio di anni fa le cause di infertilità erano spesso riconducibili a delle problematiche organiche in uno dei due partner o in entrambi, nell’ultimo periodo è aumentata esponenzialmente l’infertilità idiopatica, cioè senza alcuna causa.

L’infertilità idiopatica infatti si caratterizza per la mancanza di un quadro patologico. E’ la condizione di chi non raggiunge la gravidanza dopo un anno di tentativi, nonostante tutte le indagini diagnostiche del caso mostrino l’assenza di alterazioni che possano giustificare il mancato concepimento. Diventa quindi urgente domandarsi cosa sta portando sempre più coppie a un’apparente sterilità senza nessuna causa rilevata dagli esami diagnostici. Sicuramente la fertilità femminile può essere supportata dalla dieta e da un approccio biointegrato.

L’approccio biointegrato è quello che potrebbe aiutare a prendere in considerazione nuovi aspetti correlandoli fra loro con una visione più ampia, lì dove ogni donna è un ecosistema composto da corpo, mente, emozioni e da un nucleo di energia vitale che la anima.

Durante il corso di perfezionamento ho potuto approfondire questi diversi aspetti, eccoli spiegati nel dettaglio.


1) Inquadramento costituzionale e biotipico

Il primo aspetto da considerare durante una valutazione in medicina biointegrata è l’analisi della costituzione. Cioè il primo passaggio utile a capire la tipologia di persona che abbiamo di fronte, nelle sue caratteristiche uniche. La costituzione è sinonimo di “terreno” e con questo termine si intende l’identità personale. Il terreno è dotato di una memoria che gli viene trasmessa nel momento del suo concepimento, cioè il complesso delle caratteristiche somatiche, funzionali e psichiche proprie di un individuo.

Per terreno si intende anche la risultante del rapporto di interazione dinamica fra l’aspetto genotipico e l’aspetto biotipico, nelle sue caratteristiche di temperamento e diatesi, in una determinata persona. Da tutto ciò deriva una costituzione unica e irripetibile.

L’inquadramento costituzionale permette di contestualizzare al meglio la terapia nutrizionale e fitoterapica che potrebbe correggere eventuali squilibri rilevati durante la consulenza.


2) Rilevamento della primarietà della problematica rispetto al triangolo dell’uomo biointegrato

Abbiamo visto nelle pagine precedenti come la Medicina Biointegrata consideri la persona attraverso l’unione di tre componenti essenziali: componente strutturale, componente biochimica e componente psichica-mentale. Poste ciascuna ai lati di un triangolo equilatero, con al centro un nucleo di energia vitale che la anima. Il vantaggio di questo modello è quello di aiutarci nella comprensione di un disturbo o di una disfunzione esaminando tutti gli aspetti nel dettaglio. Nel caso della fertilità femminile è da considerare che gli aspetti fisici siano già stati presi in considerazioni durante le visite specialistiche. Nonostante questo, è sempre utile avere una mappa della situazione avendo ben chiaro il triangolo in relazione alla donna che viene visitata.

Vediamo in linea generale quali sono i possibili fattori che influenzano la fertilità, elencati sulla base del triangolo:

Componente strutturale:

Qui è fondamentale che il sistema osteo-muscolare e viscerale della donna segua la sua naturale mobilità e vascolarizzazione. Aspetto che potrebbe alterarsi in seguito a diverse cause, fra cui la postura e le tensioni muscolari e viscerali.

Componente biochimica:

In questo lato del triangolo entrano in gioco tutti i fattori, interni ed esterni, che vanno a modificare la biochimica del corpo di una donna. Fra quelli più importanti abbiamo l’alimentazione, la dieta e lo stress. Il cibo che ingeriamo influenza di fatto la nostra biochimica e influenza in modo significativo la fertilità.

C’è da aggiungere che il cibo e gli ormoni dialogano continuamente. Ogni cibo ha un’azione nell’organismo e il modo in cui cibi diversi vengono associati fra loro determina l’azione che uno specifico pasto ha nel corpo, come ho approfondito in questa guida gratuita.

Componente psicologica-mentale:

Qui rientra il vissuto della donna e la situazione in cui si trova, indagata dalla psicologia e della psicoterapia.

Componente esistenziale:

A questo punto rimane uno degli aspetti più ingiustamente trascurati nella medicina di oggi. Si tratta del nucleo al centro del triangolo, quello dove confluisce l’aspetto esistenziale della donna.

E’ questo nucleo di energia a nutrire e a informare tutto il sistema mente-corpo, lì dove si concentrano le informazioni trasmesse geneticamente attraverso il DNA che non sono (solo) quelle fisiche, ma anche quelle che risalgono, come ci confermano gli studi più pioneristici, alle generazioni precedenti. Informazioni che rappresentano le credenze e le esperienze legate al femminile, all’essere donna, all’essere madre, all’essere figlia. Alle memorie e ai traumi che rimangono memorizzati in quel nucleo profondo, dove i macchinari diagnostici e le indagini mediche non riescono ad arrivare.

Nella medicina biointegrata, la problematica legata alla fertilità in corrispondenza del nucleo centrale viene definita psico-esistenziale, ovvero quella problematica che “pur muovendo da un impulso psicologico, si caratterizza per una mancata elaborazione del trauma emozionale tale da costituire un nucleo di sofferenza endogena che, focalizzando su funzioni vitali relativi al trauma stesso, condiziona profondamente l’esistenza di una persona.”

E’ questa la parte più bella e profonda della Medicina Biointegrata, che si concentra sempre e solo sulla persona al centro. Sulla valutazione della sua unicità e sulla comprensione delle manifestazione disfunzionali e patologiche sulla base dei diversi livelli, nella complessità di ogni persona.

E’ questo il nucleo che emerge sempre più spesso nei miei percorsi, quando faccio le mie valutazioni durante la visita biointegrata.


Fertilità femminile, dieta e terapia in Medicina Biointegrata

La terapia è l’inizio di un percorso dove si inizia a lavorare dalla primarietà del disturbo, emersa durante la prima visita. A cui seguiranno le visite successive per osservare l’evoluzione del quadro clinico e porre l’attenzione via via sugli aspetti che emergeranno e che sarà il sistema psiche-soma a mostrare.

La terapia nel mio lavoro può essere fitoterapica, nutraceutica e nutrizionale, con l’obiettivo di correggere lo squilibrio a livello della causa, invece che zittire solo un sintomo.

In conclusione, approcciare la fertilità con una metodologia biointegrata permette di considerare una donna nella sua complessità. E di collocare ogni sintomo o manifestazione in un quadro più ampio dove tutto ha un suo senso e significato. In linea con la visione dell’essere umano che lo vede un microcosmo in relazione con il macrocosmo dell’Universo.


Vuoi sapere di più come possono aiutarti un approccio biointegrato e la dieta nella fertilità?

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Foto di Ashton Mullins su Unsplash