Potrei iniziare questo articolo scrivendo che era un mercoledì qualsiasi di Giugno quando ho incontrato Daniela Maiorano, amica abruzzese e capo chef in un ristorante di Byron Bay, alle 7.55 del mattino mentre iniziavo la mia giornata lavorativa davanti a un cappuccino di soia e un po’ di fresco.

Invece, come ho scoperto poco dopo, di sicuro non era un mercoledì qualsiasi. Se non fosse stato per l’invito di Daniela io mi sarei persa una bellissima esperienza: scoprire @ritopane. E avere la possibilità di osservare il cibo attraverso gli occhi di chi lo sceglie ogni giorno, lo prepara, gli cambia di forma e lo serve come nutrimento per altri.

Già durante il viaggio infatti Daniela mi raccontava del suo modo di lavorare, di come tenere insieme un team di persone che vadano al lavoro serene e motivate, di come dare il buon esempio al team tenendo pulita prima di tutto la cucina. E poi ovviamente scegliere un buon cibo da preparare e da servire.

Claire & Dan: Ritopane e il mulino

Quando siamo arrivate al mulino di @ritopane mi sono meravigliata subito di questa struttura a ridosso di una cascata a Stiffe, una frazione in provincia dell’Aquila. Dell’ambiente -bellissimo, curato e accogliente- e soprattutto dell’unico tavolo: un tavolo per 8 persone. Né più, né meno.

Se le prenotazioni sono meno, il tavolo diventa sociale e gli ospiti mangiano insieme. Se le persone sono di più, non è possibile poiché Claire e Dan, i creatori di @ritopane, riescono a gestire tutto con cura solo per 8 persone.

La storia che mi colpisce subito è una storia in controtendenza, quella di due ragazzi che si conoscono lavorando in un ristorante a Londra e che, con la pandemia, decidono di tornare in Italia e di scommettere su questa originalissima idea.

Claire e Dan, coppia nel lavoro e nella vita, si coordinano in cucina in modo fluido e continuativo.

Si parte con degli antipasti leggerissimi e gustosi: del classico antipasto abruzzese con salumi e formaggi non c’è traccia!

Al loro posto ci sono i cetrioli dell’orto lì dietro: zucchine, fagiolini e così via con le verdure di stagione.

A cui seguono dei piatti delicati, originali e molto autentici: niente di artefatto o sofisticato bensì associazioni semplici e gustose, con i prodotti a km0, come fagioli e formaggi locali. E soprattutto il loro pane, un pane buonissimo con farine di grani antichi macinate a pietra, insieme ai semi.

Claire e Dan infatti preparano anche il pane, su ordinazione, un giorno a settimana.

Una storia che invita a riflettere

Una storia bellissima da ascoltare dove c’è tanto su cui riflettere: il cibo coltivato e colto nel giardino dietro casa, la ricerca e la selezione di cibi degli abitanti del luogo, l’arredamento semplice che racconta storie lontane di tradizioni e cucina autentica. Insieme a una selezione di vini naturali da tutto il mondo. L’attenzione e la cura che Claire e Dan trasmettono che cibo con cui ti stai nutrendo.

E la riflessione di quanto sia importante nutrirsi non solo di cibo, ma anche della storia che c’è dietro quel piatto.

Un cucina, la loro, ben lontana dall’ostentazione e dall’esposizione social, dove chi arriva, lo fa attraverso un canale che va di moda da sempre: il passaparola!

Un’esperienza che merita di essere raccontata, vissuta e -possibilmente- degustata!

Puoi scoprire di più qui nel mio video su Instagram 🙂