La dieta chetogenica è una dieta che può aiutare a supportare la fertilità e l’equilibrio ormonale. In questo articolo racconto la mia esperienza e quali sono le situazioni in cui la dieta chetogenica è consigliata.
Cos’è la dieta chetogenica
Prima di tutto vediamo insieme cos’è la dieta chetogenica. Lo scrivo in modo semplice e senza sigle o abbreviazioni per gli addetti ai lavori, in quanto le donne che arrivano da me cercano una professionista che sappia fare chiarezza sui loro dubbi in modo semplice e pratico.
La dieta chetogenica viene definita così perché, durante questo tipo di dieta, il corpo produce i chetoni. Molecole che utilizza come carburante.
L’organismo, come ho spiegato nel mio libro “Ritrova la tua energia”, ha bisogno di carburante per funzionare e questo carburante è fornito dal cibo.
Ogni alimento contiene in quantità variabili macronutrienti e micronutrienti:
- I macronutrienti sono carboidrati, proteine e lipidi
- I micronutrienti sono vitamine, sali minerali e fitonutrienti
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Alla base della dieta chetogenica c’è la composizione dei diversi cibi
Ogni tipologia di alimenti può avere in misura variabile questi macro e micronutrienti. Vediamo in breve quali sono i diversi alimenti e come sono composti, così da capire in modo semplice e immediato su quale meccanismo è basata la dieta chetogenica.
| Macronutrienti |
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| Carboidrati: Le fonti di carboidrati sono frutta, legumi, cereali, patate e vegetali. I carboidrati vengono trasformati rapidamente in composti che forniscono energia alle cellule. |
| Lipidi: I lipidi provengono da fonti animali o vegetali come l’olio extravergine di oliva, la frutta secca, i semi oleosi, l’avocado, l’olio di cocco. Nell’organismo svolgono diverse funzioni, fra cui il deposito energetico e vengono accumulati principalmente nel tessuto adiposo. |
| Proteine: le proteine derivano da fonti animali e vegetali, fra cui carne, pesce, uova, latte e derivati, legumi. Fra le loro funzioni c’è quella energetica, poiché gli amminoacidi possono essere ossidati per fornire ATP (energia) oppure convertiti in glucosio tramite il processo della gluconeogenesi. |
| Micronutrienti |
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| Vitamine. Si trovano prevalentemente in cibi freschi come frutta e verdura e ne abbiamo bisogno in minime quantità. |
| Minerali. Sono presenti in piccole quantità in tutti gli alimenti, ne sono ricche le verdure e i semi. |
| Fitonutrienti. Gli alimenti freschi come frutta e verdura contengono i fitonutrienti che danno il caratteristico colore alla frutta e alla verdura, ad azione antiossidante. |
A colpo d’occhio possiamo vedere che i carboidrati sono quelli che forniscono più facilmente energia all’organismo, il quale in alcune situazioni può decidere di utilizzare lipidi e proteine come carburante. Una di queste situazioni è proprio la dieta chetogenica.
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Com’è impostata una dieta chetogenica
Nella dieta chetogenica, i carboidrati – e nello specifico parliamo di cereali, patate, legumi e frutta – sono ridotti al minimo se non eliminati completamente. E vengono consigliati lipidi e proteine, che come abbiamo visto poco fa si trovano in carne, pesce, uova, latticini, olio extravergine di oliva, avocado, frutta secca e semi oleosi.
I legumi meritano un discorso a parte, in quanto contengono sia carboidrati che proteine. Il rischio di utilizzare i legumi è quello di uscire dallo stato di chetosi e quindi dalla dieta chetogenica, per cui valuto da persona a persona se tenerli oppure escluderli. Secondo la mia esperienza clinica infatti, ogni persona è unica, così come è unico il suo metabolismo e la sua flessibilità metabolica.
La quantità di proteine è calcolata secondo la massa muscolare della donna per dare l’apporto necessario affinché le proteine siano mantenute costanti e il corpo non decida di utilizzarle nel suo bisogno di carburante. Ecco perché la dieta chetogenica è normo-proteica = fornisce cioè le proteine di cui ciascuna donna ha bisogno, senza diventare iper-proteica.
Una volta ridotti i carboidrati e indicata la quantità di proteine adatte, l’organismo inizia a modificare il suo metabolismo per utilizzare il tessuto di riserva, cioè il tessuto adiposo. Il tessuto adiposo infatti è per il corpo un tessuto energetico di riserva.
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Come viene monitorata la dieta chetogenica
Nella dieta chetogenica il dimagrimento è localizzato pertanto solo nelle zone in cui c’è tessuto adiposo, quello a cui attinge l’organismo per avere carburante.
Io mi occupo di monitorare sempre lo stato di chetosi suggerendo l’utilizzo dello stick delle urine: questi stick si colorano quando c’è la presenza di chetoni nelle urine. Quando gli stick cominciano a colorarsi, vuol dire che si sta entrando in chetosi.
La dieta chetogenica è una dieta che andrebbe sempre monitorata e la cui durata andrebbe sempre calibrata su un determinato periodo di tempo. Io per esempio non la consiglio per più di tre mesi, a meno che non ci siano delle condizioni cliniche particolari che ne richiedono l’utilizzo per un tempo maggiore.
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Perché la dieta chetogenica è indicata per la fertilità e per l’equilibrio ormonale femminile
La dieta chetogenica è indicata a supporto della fertilità e dell’equilibrio ormonale solo in alcuni casi, fra cui le più diffuse sono: la sindrome dell’ovaio policistico – PCOS, l’insulino-resistenza e in caso di scarsa tolleranza ai carboidrati.
Sindrome dell’ovaio policistico – PCOS
In questa sindrome c’è la presenza di uno stato di insulino-resistenza e di cicli anovulatori. Preferisco non dilungarmi sulle spiegazioni tecniche. Il dato oggettivo è che la donna non riesce ad avere cicli ovulatori per un meccanismo biochimico a causa dell’insulino-resistenza. L’insulina è l’ormone che segnala alle cellule di aprirsi per far entrare il glucosio, lo zucchero derivante dal metabolismo dei carboidrati). In questo caso, una dieta chetogenica permette di migliorare lo stato di insulino-resistenza e di direzionare il corpo verso un meccanismo che potrebbe migliorare il quadro clinico.
Condizione di insulino-resistenza
Questa condizione non è associata solo alla PCOS, bensì a tutte quelle situazioni cliniche in qui le cellule non sono ricettive all’insulina. Questo accade sia in condizioni di sovrappeso, sia in condizioni di normopeso e può avere cause diverse che vanno ugualmente indagate.
Scarsa tolleranza ai carboidrati
Questa non è rappresenta una condizione clinica, eppure mi è capitato di osservare come alcune donne abbiamo una scarsa tolleranza ai carboidrati. Sebbene con parametri tutti nella norma. Proprio per questo motivo, inizio le mie consulenze per inquadrare una donna secondo le sue caratteristiche costituzionali, per osservare punti di forza, punti di vulnerabilità e meccanismi di funzionamenti, che sono diversi per ciascuna di noi. Ci sono alcune tipologie costituzionali che “funzionano” meglio con un maggior apporto di carboidrati e altre con un minor apporto. Fermo restando che per ciascuna di loro i nutrienti sono sempre bilanciati fino a modellare l’alimentazione secondo le proprie caratteristiche uniche.
Oltre a queste condizioni, la dieta chetogenica può essere valutata per ristabilire un equilibrio ormonale che tende a modificarsi per via di alcune situazioni vissute o di trattamenti farmacologici che condizionano il metabolismo. Anche qui, utilizzato la dieta chetogenica con successo e solo per un periodo di transizione.
Per concludere, secondo la mia esperienza la dieta chetogenica può rivelarsi molto utile, purché sia impostata in modo personalizzato tenendo in considerazione il quadro clinico della donna e la sua tipologia di costituzione e di flessibilità metabolica.
La fertilità abbraccia un discorso molto ampio sulla quale ho scritto la mia tesi di master in “Medicina Biointegrata”. Dove sono coinvolti aspetti biochimici, emozionali, strutturali ed esistenziali, che puoi approfondire qui.
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Foto di Maddi Bazzocco su Unsplash